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La Storia dell'Orologio

L'esigenza di misurare il trascorrere del tempo era sentita fin dall'antichità. Il più semplice strumento realizzabile è stato la Meridiana, costituita al minimo da un palo infisso nel terreno, il cui uso è documentato in Cina a partire dal III Millennio A.C. Il complesso di Stonehenge è ritenuto un dispositivo astronomico per la determinazione del momento degli equinozi. Fino a che la misurazione del tempo avveniva con le meridiane, la suddivisione del tempo prevalente era quella in cui l'ora era la dodicesima parte del ciclo diurno, dall'alba al tramonto. Era perciò più lunga d'estate e più corta d'inverno. Lo svantaggio principale della meridiana è quello di non funzionare di notte o nelle giornate nuvolose. Per questo motivo furono sviluppati orologi alternativi, basati sul progredire regolare di eventi. La Clessidra ad acqua per esempio è un semplice dispositivo basato sulla regolare fuoriuscita di acqua da un contenitore forato. L'uso di clessidre ad acqua da parte degli Egizi è documentato nel XV Secolo A.C. . In Grecia furono usate per scandire la durata di gare, giochi, turni di guardia e anche per controllare la durata delle deposizioni in tribunale. Nel III secolo A.C. in Grecia la clessidra ad acqua si perfezionò in modelli più moderni nei quali l'acqua fluiva tra due contenitori collegati. Furono anche creati Orologi ad acqua dotati di un sistema meccanico di indicazione dell'ora.

Nel corso del Medioevo furono inventati i primi orologi meccanici: nel giro di un mezzo secolo, all'inizio del Trecento, molti campanili cittadini vennero dotati di orologio. Si possono ricordare quelli di: Parigi, Milano, Firenza, Fornlì, etc.

Nel XVIII secolo John Harrison costruì i primi orologi a molle abbastanza precisi ed affidabili ma, soprattutto, in grado di funzionare a bordo di una nave. Questo permetteva il loro utilizzo per calcolare la longitudine risolvendo uno dei più seri problemi per la navigazione di quel tempo.

OROLOGIO MECCANICO

Fin dall’antichità l’uomo ha sempre sentito la necessità di come trascorrere e vedere il tempo,l’orologio meccanico nato nel Sec XIV, è caratterizzato da un motore,(a peso,a molla,elettrico),che, mediante ad un rotismo moltiplicatore, aziona il meccanismo della minuteria (che comprende le varie indicazioni: ore, minuti,secondi ecc.) e contemporaneamente fornisce l’energia necessaria al funzionamento dell’oscillatore (pendolo o bilanciere) mediante un meccanismo particolare (scappamento) che comprende la ruota di scappamento e l’ancora.


OROLOGIO_ANTICO


OROLOGIO ELETTRICO
Questi orologi sono caratterizzati dall'assenza del meccanismo di scappamenti: la corrente elettrica, alternata (di rete) o continua 
(fornita da una batteria),alimenta un motore sincrono monofase che gira a velocità costante e,mediante opportuni demoltiplicatori, aziona gli indicatori a lancette (ore,minuti) o a piastrine ribaltabili (orologio a palette) recanti i numeri da 00.00 a 23.59

OROLOGIO ELETTRONICO
Gli orologi elettronici sono in genere caratterizzati da un cristallo di quarzo piezoelettrico (e per questo detti anche orologio a quarzo), il quale,stimolato dalla corrente elettrica,oscilla a frequenza costante. Negli orologi digitali,gli impulsi arrivano a un dispositivo a diodi a emissione Luminosa (LED) o a cristalli liquidi,formando le cifre corrispondenti.. Un altro tipo di orologio elettronico, detto a Diapason,sfrutta le oscillazioni proprie di un piccolo diapason metallico, stimolato da un circuito oscillante,il quale aziona il rotismo della minuteria.